martedì 11 aprile 2017

StopFake: una mappa per inseguire vie e attori della contraffazione

STOPFAKE: UNA MAPPA PER INSEGUIRE VIE E ATTORI DELLA CONTRAFFAZIONE
Presentato a Roma StopFake IS, il nuovo sistema informativo georiferito che organizza e incrocia i dati su contraffazione e criminalità organizzata per elaborare report, mappe, statistiche e analisi di rischio a livello nazionale. Finanziato con circa 300mila euro dalla Commissione Europea, è frutto della collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico, eCrime, Expert System, INDICAM e Confcommercio Trentino. Ogni anno spesi a testa 120 euro in merci contraffatte per la maggior parte acquistate per strada, in spiagge o nei mercati

Trento, 11 aprile 2017 – (a.s.) Nell’ultimo anno quasi un consumatore su quattro in Italia ha acquistato prodotti contraffatti. Tra i preferiti gli accessori (cinture, borse) e l’abbigliamento, che si possono comprare per strada o sulle spiagge (40,5%), nei mercati o nelle fiere (33,5%) e talvolta in Internet (solo il 12,4% dei consumatori). Un mercato illegale diffuso che, per le imprese vittime di contraffazione, ha ripercussioni sia sul fatturato (incidenza media del 10,7%), sia sui volumi di vendita (incidenza media del 14%). A fotografare l’incidenza della contraffazione e il ruolo della criminalità organizzata nell’economia italiana è il nuovo sistema informativo StopFake, presentato qualche giorno fa a Roma come esito di un progetto pluriennale di ricerca. Uno strumento innovativo e georiferito a supporto dell’attività di prevenzione e contrasto messa in atto a vari livelli da forze di polizia, istituzioni pubbliche, imprese e organizzazioni no-profit.
I dati, raggruppati per anno, regione, e categoria merceologica, mettono in luce alcuni altri aspetti interessanti per comprendere il fenomeno. La leva principale che alimenta la contraffazione è il risparmio. Per ogni consumatore e consumatrice la stima è di circa 120 euro nell’ultimo anno nel nostro Paese, a fronte di una spesa media per prodotto di circa 28 euro. Ma la contraffazione è un danno per le imprese, impegnate nell’ultimo anno più a mitigare i danni (incidenza media sul fatturato del 10,2%) che a investire in sicurezza (il 7,5%). Una reazione comune a quasi tutte le categorie merceologiche delle imprese ad eccezione di alimentare e abbigliamento. Tra le imprese che hanno invece deciso di dotarsi di misure anti-contraffazione, il 38,7% sceglie di adottare campagne informative rivolte ai consumatori, il 26,1% di aderire alle iniziative delle associazioni di categoria e il 25% di fidelizzare fornitori e/o distributori. Quest’ultima opzione è considerata tra le più efficaci per proteggere e tutelare i prodotti delle imprese.

La banca dati integrata StopFake
Nella nuova banca dati integrata di STOPFAKE sono raccolte altre informazioni territoriali sulla contraffazione e sul coinvolgimento della criminalità organizzata insieme a quelle provenienti da IPERICO, il database integrato IPERICO (Intellectual Property – Elaborated Report of the Investigation on Counterfeiting) della Direzione generale per la lotta alla contraffazione del Ministero, che raccoglie su base annuale i dati delle forze di polizia sui sequestri di merci contraffatte.
L’analisi raccoglie dati sul consumo di prodotti contraffatti, sul rischio (reale/percepito) delle imprese di subire episodi di contraffazione, raccolti attraverso indagini ad hoc (di self-report e di vittimizzazione) anche con il supporto dell’Istituto Piepoli. Vi si trovano notizie provenienti da oltre 50 siti web giornalistici e altre variabili socioeconomiche rilevanti (come PIL pro-capite, disoccupazione, presenza mafiosa). I dati confluiscono nel nuovo sistema informativo georiferito di STOPFAKE capace di elaborare e generare in modo avanzato e automatico report, statistiche, mappe e analisi di rischio su contraffazione e coinvolgimento della criminalità organizzata. 
Si tratta di uno strumento innovativo a disposizione del Ministero dello Sviluppo Economico e degli operatori pubblici e privati nella lotta alla contraffazione. Un sistema facile da gestire e adattabile alle varie esigenze così come ad altri contesti nazionali dell’UE, che incrocia e visualizza in modo automatico più dati. Consente inoltre l’integrazione di nuovi dati (ad esempio delle imprese), anche in tempo reale attraverso app dedicate. Ma che soprattutto dall’analisi automatizzata produce conoscenza condivisa, base indispensabile oggi per rafforzare la cooperazione tra gli attori dell’anti-contraffazione in Italia e in Europa, per predisporre interventi di contrasto, prevenzione e sensibilizzazione mirati e per valutare i risultati raggiunti. 

I partner del progetto e il finanziamento europeo
L’idea alla base del progetto è stata sviluppata e testata per la prima volta in Italia nell’ambito del progetto europeo STOPFAKE, coordinato dal Ministero dello Sviluppo Economico (Direzione generale per la lotta alla contraffazione - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) in collaborazione con eCrime (Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento), con Expert System, INDICAM (Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione) e Confcommercio-Imprese per l’Italia, sede del Trentino. Il progetto, che è durato più di due anni (ottobre 2014 – marzo 2017), è stato co-finanziato dalla Commissione europea con circa 300mila euro nell’ambito del programma ISEC 2013 (FINEC Targeted Call) “Prevention and Fight against crime” della Direzione generale Migrazione e Affari interni.
«Abbiamo raccolto dati quantitativi e qualitativi e creato analisi di rischio statiche. Con queste abbiamo poi sviluppato una piattaforma informatica innovativa per aiutare gli attori chiave, pubblici e privati, a comprendere la dimensione e le caratteristiche della contraffazione in Italia e il ruolo della criminalità organizzata. Queste analisi automatiche, condivise e sempre più in tempo reale, consentono di massimizzare sforzi e risorse nella lotta alla contraffazione», spiega il coordinatore scientifico di eCrime Andrea Di Nicola. «L’incontro tra il Ministero dello Sviluppo Economico con ricercatori e ricercatrici con competenze in criminologia, statistica, scienza dell’informazione ha permesso di sviluppare nuovi metodi e strumenti a tutela dei mercati legali e del Made in Italy. Una collaborazione e un percorso che ci auguriamo possa continuare in futuro». 
«La banca dati IPERICO è una best practice a livello nazionale che è stata potenziata e arricchita attraverso il progetto STOPFAKE», commenta la Francesca Cappiello. «L’iniziativa si pone in continuità con le attività dell’Osservatorio Nazionale sulla contraffazione della Direzione Generale, che ha ormai consolidato diversi filoni di ricerca. Si va dal coinvolgimento della criminalità organizzata nel business del falso, alla stima dell’impatto della contraffazione sul sistema economico. Dalle indagini settoriali anche relative alla contraffazione sul web, al database integrato IPERICO che aggrega e armonizza i dati sui sequestri di merce contraffatta condotti da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, raccogliendo anche gli esiti dell’attività repressiva delle altre forze di polizia. Con il progetto STOPFAKE si intendono offrire risposte e interventi sempre più mirati, grazie all’analisi puntuale e alla visione integrata del fenomeno sfaccettato della contraffazione, che emergono dalla lettura incrociata dei dati disponibili, sia quantitativi sia qualitativi». 

Maggiori informazioni sul progetto sono disponibili all’indirizzo: http://www.ecrime.unitn.it

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